Il Diavolo veste Primark (e crea l’allarme mostro nel sud della Francia)

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Il pennuto occitano è in vacanza in Occitania.
Per due settimane le 12 persone che
popolano questo ufficio renderanno lode al Signore per questa insperata quiete.
Da 24 ore i turisti di tutto il mondo affollano le coste della Francia in cerca dell’ultimo esemplare di Dodo che, si dice, giace spalmato su un lettino a bearsi del sole.
Pare che alcuni natanti abbiano scambiato il suo rostro andino sommerso dalle onde per la curva del collo della famosa Nessie, e che abbiano fatto arrivare degli esperti dalla Caledonia per capire se il mostro di Lochness si sia per caso trasferito nel sud della Francia.

Il giorno prima delle ferie il Dodo era in ufficio alle 6.40
ALLE. 6. E. 40.
Il buongiorno a me riservato al mio arrivo era stato il buongiorno Taz, seguito da un incazzato: stanotte non ho dormito, umpf!
E poi il pennuto mi ha guardata, in attesa. E io, arrivata a mia volta con appena 5 ore di sonno alle spalle per colpa dell’ansia perenne in cui mi fa vivere lei, emaciata le ho chiesto: perché non hai dormito, Dodo?
“Perché c’è troppo da fare, qui! C’è troppa merda volante da sistemare prima che vado, come potevo dormire???”
Eh, suvvia, Pinuccia, come poteva?
Mi siedo alla mia scrivania, cercando di ignorare i vermetti che le si agitano tra le penne della chioma. Fammi capire: una notte insonne e neppure mezz’ora da dedicare a uno shampoo?!?

All’arrivo della pausa pranzo io e la collega cominciamo a contare le ore. Poi i minuti. Poi i secondi.
Allo scattare delle 4 siamo come i cavalli da corsa sulla linea del via!, pronte a farle ciao-ciao con la manina e a mandarla affanculo.
4.05
4.10
Il Dodo è ancora lì, a scrivere sulla tastiera e a sbuffare.
Quando ormai pensiamo che passerà le ferie in ufficio, lei solleva l’occitano culo dal trespolo, saluta tutti con un byyyyeeeee! che ci fa diventare biondini e se ne va.

E da allora in ufficio è scesa la Quiete.
Il direttore, ogni tanto, si affaccia per controllare se siamo ancora vivi. A questo silenzio lui non ci è abituato. Lui, che ha l’ufficio in fondo al corridoio. Con una porta solitamente chiusa.

Happy times!

Il Diavolo veste Primark (e fa del venerdì il Giorno della Scorreggia)

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Novità del giorno, di quelle che “non potevo proprio vivere senza”: a casa del Dodo i fagioli si mangiano solo il venerdì. La zuppa di cavolfiore, invece, è vietata.

Entrambe le restrizioni hanno a che fare con le attività dell’occitano deretano.
Perché i fagioli la fanno scorreggiare fuori misura, ha detto, ma la zuppa di cavolfiore le raddoppia questo dono. E se lei ci mette almeno 24 ore a smaltire tutti i gas che una singola, misera confezione di Heinz le scatena nell’intestino, figuriamoci quanto ci metterebbe a liberarsi di quelli dei cavolfiori.
Ecco perché la zuppa di cavolfiore è bandita dalla sua tavola e perché i fagioli li mangia solo di venerdì sera: ha poi tutto il weekend per svuotare la cisterna.
La prossima macchina me la compro a gas e faccio rifornimento da lei. Gratis.

Quando penso al gigante dormiente che posa sul trespolo a due spanne da me, alla sua potenza eruttiva vesuviana in standby, mi faccio due conti su quanto ci metterei a raggiungere il rifugio antigas e che raggio d’evacuazione dovremmo considerare nel caso in cui dovessimo allertare il vicinato.

Un’arma nucleare del genere andrebbe sigillata dietro quattro spanne di cemento armato. Un’arma del genere al reattore di Fukushima fa una cippa.

Il Diavolo veste Primark (e ti racconta del suo giardino zoologico)

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Ci sono notizie che alle 7 e mezza del mattino dovrebbero essere vietate.
Perché alle 7 e mezza del mattino una sta ancora rincoglionita dalla sveglia e non può:

  1. Riuscire ad assorbire la voce roboante del cavernicolo occitano senza avere un colpo apoplettico;
  2. Accettare che il fatto che il suo gatto sganci nella vasca da bagno sia da lei considerate normale.

Avete capito bene.
La sua gatta fa pipì e pupù nella vasca da bagno. “Ma solo in casi estremi, quando è di sopra e non vuole andare di sotto dove tengo la vaschetta!”.
Come se quello fosse un deterrente. O una giustificazione.
Io annuisco e metto da parte la scodella del porridge. Il Dodo, impietoso, va avanti.
“Siccome ce lo so, ricordo sempre a mia figlia di rilavarsi i piedi nella bacinella con l’acqua che tengo vicina alla vasca. Quando la gatta ci fa solo pipì, mica si vede!”
La mia scodella del porridge torna ad essere bella piena fino al bordo.

Non so se sia più grave il fatto che non abbia ancora buttato il gatto fuori casa, che non pulisca tre volte al giorno la vasca, nel dubbio, o che costringa l’intera famiglia alla lavanda dei piedi nell’acqua stantia della bacinella.

Come sempre col Dodo, però, non finisce qui.
“Ieri sera nel mio letto c’era un ragno GROSSO COSÌ!” fa, e con quell così le finestre si arrendono, frantumandosi in mille pezzi e facendo finalmente circolare in questo posto aria che non veniva cambiata da trent’anni.
Raccontarmi in che modo ha ammazzato il ragno penso lo abbia sentito come un dovere di brava cittadina gallica. Ma non preoccupatevi per il ragno: il poveretto era già perito al suo primo “ohmygod!!!“, schiacciato miserabilmente sotto lo schiaffo dell’onda d’urto della sua voce.